Medicina Naturale

Medicina naturale dr carli

Vitamina C o Acido ascorbico

La Vitamina C, o acido ascorbico, interviene nella sintesi del collagene (importante per la riparazione dei tessuti lesi), in quella dell"adrenalina, della noradrenalina e della dopamina, nella sintesi della carnitina, importante nella contrazione muscolare durante sforzi prolungati, nel metabolismo dell"istamina e del ferro, nelle reazioni immunologiche antinfettive.

Il suo apporto è assicurato da una dieta comprendente frutti quali ribes nero, kiwi, agrumi, mele, pere, pesche, uva ,ortaggi come cavoli e cavolfiori, e anche alimenti di origine animale come fegato e latte, anche se in questi è presente in minor quantità. E" instabile all"aria, alla luce, al calore per cui la cottura ne causa l"inattivazione.

La carenza di Vitamina C provoca lo scorbuto, caratterizzato da astenia, dolori articolari, emorragie cutanee e alle mucose, specie a livello delle gengive.

Gli stati carenziali meno gravi comportano debolezza muscolare, anoressia, astenia, scarsa resistenza alle infezioni.

L"apporto consigliato è di 35-100 mg al giorno , che deve essere maggiore nei fumatori (120mg).

 

Allergie primaverili e medicine naturali

cane 2

 

Anche nei nostri cari amici animali 'Primavera' può essere sinonimo di crisi allergiche e asma bronchiale con manifestazioni tipiche come crisi di starnuti, occhi arrossati e gonfi, crisi asmatiche con tosse stizzosa, dermatiti, orticarie con formazioni di ponfi in varie parti del corpo ma soprattutto su testa e dorso.

Sostanzialmente l'allergia è una reazione di difesa eccessiva dell'organismo nei confronti di sostanze estranee di origine esterna (ma in qualche caso anche di origine interna) che possono essere presenti nell'aria respirata o negli alimenti di cui ci si nutre. Basti pensare che in assoluto la superficie maggiore di contatto con l'ambiente esterno è rappresentata dall'intestino tramite il contatto con l'alimento (si parla di parecchi metri quadrati), al secondo posto abbiamo la superficie complessiva degli alveoli polmonari e delle mucose respiratorie ed al terzo posto la superficie cutanea. Ecco perché le manifestazioni esterne evidenti riguardano sempre patologie che si localizzano in questi apparati: intestino, polmone, cute, i cui sistemi immunitari intrinsechi costituiscono la barriera e l'arma di prima reazione.

Gli animali (come i bambini) ultimamente presentano sempre più problematiche legate a questa patologia. Anche il loro sistema immunitario è sempre più stimolato da terapie, vaccinazioni, ambiente inquinato in cui si vive, alimentazione non corretta, ecc, ecc.

Molto frequente è il riscontro di diarree di origine allergica alimentare, o di tossi secche e stizzose fino a portare a conati di vomito, o di dermatiti forforose e non nel cane e nel gatto.

Le Medicine Naturali possono offrire un valido aiuto in questo senso anche per i nostri animali:

dalla Fitoterapia il rimedio più utilizzato sarà sicuramente il Ribes Nigrum, la Medicina Tradizionale Cinese interviene con l'Agopuntura in maniera diversa da caso in caso, il Medico Veterinario agopuntore valuterà come intervenire e quali punti trattare dopo una approfondita anamnesi del paziente;

l'Omeopatia, che considera ogni individuo come un caso a sé stante, può aiutare l'organismo a modulare il modo di  reagire all'allergene, il Medico Veterinario omeopata prescriverà rimedi diluiti e omeopatizzati dell'allergene stesso (se individuato), oppure agirà opportunamente a livello del sistema immunitario iperattivo per modularne le reazioni, oppure ancora stimolerà altre funzioni come il 'drenaggio del terreno' per accelerare l'eliminazione dell'allergene dall'organismo.

Ovviamente la terapia più importante da mettere in atto è la prevenzione, che è da iniziare tempestivamente verso la fine dell'inverno (febbraio - marzo).

Come affermavano gli antichi testi cinesi 'il buon medico in inverno previene le patologie primaverili, in primavera quelle estive, in estate quelle autunnali e in autunno quelle invernali'.

Agire quando i sintomi sono già in atto e consolidati si può fare ma è sempre più difficoltoso agire beneficamente che non attuare nel momento giusto la opportuna prevenzione.

L'alimentazione corretta, evitando cibi 'allergizzanti' è sempre molto importante anche nel caso di patologie che si manifestino a livello cutaneo e polmonare.

Un farmaco omeopatico oculatamente scelto e somministrato prima del periodo di crisi sarà sicuramente di grande aiuto.

Conoscendo il proprio animale, il proprietario attento potrà, su consiglio del Medico Veterinario, attuare tutto ciò che è possibile per migliorare la qualità di vita del proprio amico e a superare agevolmente questo momento critico.

Casi più gravi e pericolosi possono richiedere un intervento terapeutico diverso sempre con farmaci della medicina non convenzionale oppure la
gravità e l'urgenza (shock anafilattico, edemi polmonari, ecc..) possono richiedere in intervento farmacologico d'urgenza di tipo tradizionale.

Oggi sempre di più si parla di Medicina Integrata nel senso che il Medico integrerà le proprie conoscenze utilizzando, a seconda dei casi, il tipo di farmaco ed il tipo di metodologia più adatti a seconda della situazione, avendo come scopo primario il benessere del paziente.

Dott. Carlo Giulianelli

Medico Veterinario  

Torino

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I principi dell'Omotossicologia

L'Omeopatia antiomotossica o Omotossicologia (etimologicamente: studio dei fattori tossici per l'uomo) identifica nelle 'omotossine' la causa cui ricondurre eziologicamente tutte le malattie.

Qualunque organismo è continuamente attraversato da un'enorme quantità di tossine esogene (batteri, virus, tossine alimentari, fattori di inquinamento ambientale, cataboliti di farmaci di sintesi, stress emotivi, ecc.) ed endogene (prodotti intermedi dei diversi metabolismi, cataboliti finali, ecc.).

In accordo alla teoria di von Bertanlanffy, secondo cui l'organismo è un sistema di flusso in equilibrio dinamico, se l'omotossina non è particolarmente 'virulenta' e se i sistemi emuntoriali sono efficienti, essa attraversa l'organismo-sistema di flusso senza determinare alcuna interferenza nella sua omeostasi, che resterà pertanto nella condizione di equilibrio, cioè di salute.

Se viceversa, o perchè la tossina è particolarmente 'aggressiva' o perchè i sistemi di drenaggio emuntoriale non sono sufficienti, si determina un'alterazione dell'equilibrio, che l'organismo, nella sua naturale tendenza verso il mantenimento o il ripristino della sua 'omeostasi ristretta' (Laborit), cercherà di compensare innescando meccanismi supplementari di tipo autodifensivo: le malattie.

Se per Hahnemann 'la noxa è niente, il terreno è tutto', e negli anni successivi, da Pasteur in poi, ci si fossilizza invece in una guerra cieca e senza esclusione di colpi al 'microbo', per Reckeweg la malattia è da interpretare come la risultante che scaturisce dall'interreazione tra noxa patogena, fattori ambientali e soprattutto reattività. Per citare il padre dell'Omotossicologia: 'le malattie sono l'espressione della lotta dell'organismo contro le tossine, al fine di neutralizzarle ed espellerle; ovvero sono l'espressione della lotta che l'organismo compie naturalmente per compensare i danni provocati irreversibilmente dalle tossine.

Come è facile intuire si tratta di una visione biologica del processo di guarigione: con i farmaci omotossicologici si stimola la capacità di autoguarigione del paziente attraverso il ripristino delle sue capacità metaboliche, enzimatiche, immunologiche, emuntoriali, giungendo alla definitiva eliminazione del carico tossico responsabile del quadro morboso, cioè alla vera guarigione.

Ben altra direttrice seguono, viceversa, i farmaci di sintesi: la soppressione dei sintomi conducead un miglioramento apparente ma spesso in un secondo tempo ad un approfondimento della patologia nell'organismo, al blocco della sua capacità reattiva, o, spesso, alla cronicizzazione della malattia.

Partendo da queste considerazioni, il Dr. Reckeweg osservò e descrisse un fenomeno di grande interesse: la vicariazione, cioè lo spostamento della malattia da un tessuto all'altro, da un organo all'altro. La vicariazione può avere una prognosi positiva (in questo caso è detta 'regressiva' e corrisponde al processo di guarigione naturale) o, viceversa, negativa (in questo caso è detta 'progressiva' e coincide, per esempio, con il processo di cronicizzazione). Ebbene, con la terapia omotossicologica si noterà la cosiddetta vicariazione regressiva, cioè lo spostamento della malattia da organi più nobili e profondi verso organi o sistemi deputati all'escrezione delle tossine.

 

La grande capacità di sistematizzazione portò il Dr. Reckeweg a concepire un quadro sinottico, la Tavola delle Omotossicosi, coagulando in esso, insieme, il patrimonio diagnostico dell'Omeopatia, i fondamenti dell'Embriologia, le moderne acquisizioni di semeiotica medica e di fisiopatologia.

In base alla Tavola delle Omotossicosi, a seconda dell'entità dell'aggressione e dell'integrità del sistema difensivo autologo (che Reckeweg chiama Sistema della Grande Difesa), l'organismo manifesta quadri clinici differenti che si possono agevolmente classificare in 6 fasi.

Nella sua Tavola, Reckeweg rappresenta i vari gradi di reattività attraverso i quali l'organismo cerca di mantenere o ripristinare la propria omeostasi, il proprio equilibrio, il proprio stato di salute. Ogni fase rappresenta l'espressione delle diverse capacità reattive (infiammatorie) dell'organismo.

È proprio l'inquadramento della patologia nella Tavola delle Omotossicosi ad orientare la scelta della strategia terapeutica.

IL CONTRIBUTO DI RECKEWEG ALLO SVILUPPO DELL'OMEOPATIA

Numerosi e diversi sono i contributi portati dall'Omotossicologia all'evoluzione del pensiero omeopatico.

Si è già detto della visione prospettica che Reckeweg propose per una Medicina integrata che coagulasse in sé Omeopatia e Allopatia, ma forse, ancor più di questo, la preziosa eredità che egli ci ha lasciato è quella di aver fornito le basi speculative per un'interpretazione dei principi dell'Omeopatia non più basata solo sull'empirismo ma sulla scientificità.

Con Reckeweg, i principi di similitudine, delle dosi infinitesimali, dell'individualità, su cui poggia l'Omeopatia, trovano finalmente un suffragio di veridicità scientifica e sperimentale.

Fra i lavori di riferimento più interessanti in questo senso ci piace citare il Test del cortisone di Hauss e collaboratori (1968), chiaro esempio di come l'effetto di una sostanza omeofarmacologicamente attiva vari al variare della propria concentrazione (principio delle dosi infinitesimali). Scopo dell'esperimento è valutare, in vitro, l'attività della sostanza fondamentale della matrice extra-cellulare, ovvero la sua reattività (o, se si preferisce, la sua 'capacità di infiammarsi').

A tal scopo, 0,2 g di pelle di topo vengono messi in incubazione con 5 ml di una soluzione contenente S35 (cioè un isotopo dello Zolfo facilmente rilevabile e misurabile all'interno delle cellule) e varie concentrazioni di cortisone (potente farmaco antinfiammatorio), a partire da 5 mg fino a 0,000005 mg.

Scopo dell' esperimento è osservare se si verificano variazioni di assorbimento del S35 (indice di attività connettivale) col variare della quantita' di cortisone.

Ad alte concentrazioni di cortisone (5 mg) si osserva un effetto inibitorio, cioè le cellule in incubazione non includono il S35: il cortisone svolge pienamente la sua azione antinfiammatoria

Diluizioni molto più elevate, fino a 0,0005 mg di cortisone, hanno ancora un effetto fortemente inibitorio.

Quando il grado di diluizione del cortisone è pari a 0,00005 mg si verifica un inversione dell'effetto, e l' assorbimento del S35 da parte delle cellule di pelle di topo aumenta sensibilmente, superando anche il valore di controllo. La concentrazione 0,00005 g di cortisone in 5 ml di soluzione corrisponde ad una diluizione omeopatica decimale D8.

Quando il grado di diluizione del cortisone diventa 0,000005 mg in 5 ml (pari alla diluizione omeopatica D9) l' attività di inclusione del S35 da parte delle cellule diventa ancora più eclatante, cioè il cortisone da antinfiammatorio diviene pro-infiammatorio.

LA FARMACOLOGIA OMOTOSSICOLOGICA

Il contributo di H. H. Reckeweg allo sviluppo dell'Omeopatia è andato ben oltre l'aver proposto le chiavi di lettura per l'interpretazione scientifica del meccanismo d'azione del rimedio omeopatico. Con la Casa HEEL GmbH, da lui fondata nel 1936, Reckeweg propone una Farmacologia originale ed innovativa: accanto ai rimedi omeopatici classici (derivazione vegetale, minerale, animale) egli introduce una serie di principi omeopatici 'nuovi', che rappresentano l'attualizzazione omeopatica dell'Immunologia e della Biochimica: ecco comparire nuovi ceppi nosodici (veri e propri immunostimolanti), ecco i catalizzatori del Ciclo di Krebs ed i chinoni omeopatizzati (veri e propri stimolatori metabolici), gli organoterapici 'Suis'(stimolatori della funzione e della struttura di tessuti ed organi), gli allopatici omeopatizzati (veri e propri antidoti ai danni jatrogeni causati dai farmaci di sintesi) e, soprattutto, la rivoluzionaria classe dei preparati composti, cioè delle composizioni ideali di rimedi, vere e proprie unità terapeutiche, ognuna specifica per ogni patologia.

CONCLUSIONI
Sono passati più di 200 anni dalla nascita dell'Omeopatia e i suoi principi e soprattutto i suoi rimedi non sono mai divenuti obsoleti.

È altrettanto vero che i progressi della Medicina e della Ricerca Medica, per parlare solamente degli ultimi 50 anni, sono stati straordinari e, soprattutto in campo diagnostico, impressionanti.

Si pensi alla Risonanza Magnetica Nucleare o all'Ecografia. Potremmo, oggi, farne a meno?

Siamo certi che se Hahnemann fosse nato, per esempio, nel 1921 anziché nel 1755, non avrebbe 'inventato' il suo metodo diagnostico dell'interrogatorio omeopatico, certamente straordinario, innovativo per l'epoca, ma ai nostri occhi non scevro di limiti; è vero che i sintomi, indagati minuziosamente, sono le 'parole' con cui si descrive la malattia, ma in pieno 2005 è giusto prescindere dall'esame obiettivo, dal fonendoscopio, dai dati di un emocromo o dai risultati di una TAC?

Anche Hahnemann oggi girerebbe per le corsie di un ospedale con lo stetoscopio al collo, e sicuramente nel suo studio, a fianco della Materia Medica e del Repertorio comparirebbero un diafanoscopio e un buon vademecum sull'interpretazione degli esami di laboratorio.

Anche Hahnemann, oggi, sarebbe un po' ... Reckeweg.

Eppoi, come possiamo non considerare che i principi della Farmacologia omotossicologica hanno modernizzato l'Omeopatia.

Oggi abbiamo a disposizione, grazie all'Omotossicologia, un metodo di cura biologico che fa ricorso ad una farmacologia omeopatica moderna, con un ampio ventaglio farmacologico e con delle solide basi di sperimentazione clinica; disponiamo di farmaci di alta qualità e in tutte le diverse forme farmaceutiche e soprattutto disponiamo di farmaci che rappresentano la sintesi perfetta fra antico e moderno, fra tradizione e avanguardia.

È partendo da queste considerazioni che ci sentiamo di dire che l'Omotossicologia, figlia illustre dell'Omeopatia hahnemanniana, ma storicamente aperta ai progressi della Scienza medica, sarà la medicina del III millennio, una Medicina che nasce dalla tradizione e appartiene al futuro.

Dott. Carlo Giulianelli

Medico Veterinario 

Torino

(Articolo tratto dal sito Guna)

 

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