Vitamina B2 o Riboflavina

E" detta anche vitamina B2 ed è presente nelle carni, nel latte, nelle uova, nel fegato, nel pesce, nei latticini, nello yogurt e nei formaggi ed in alcuni vegetali verdi. Viene prodotta anche dal metabolismo della flora intestinale.

Partecipa al mantenimento della mucosa gastrica ed intestinale.
Molto importanti sono alcuni suoi derivati che svolgono un importante ruolo a livello del catabolismo degli acidi grassi e di alcuni aminoacidi e di altri processi metabolici essenziali.

La carenza provoca dermatite seborroica del viso, ipervascolarizzazione della cornea, ragadi agli angoli delle labbra e glossite (lingua arrossata) e sensibilità degli occhi alla luce.

Le quantità da introdurre giornalmente sono di 1,6 mg al giorno per l"uomo e di 1,4 per la donna.

Leishmaniosi

cane

 

La Leishmaniosi è una malattia parassitaria sostenuta da un protozoo che necessita di due ospiti per il suo ciclo vitale: un invertebrato ed un vertebrato.

In Europa è presente la Leishmania infantum agente eziologico della Leishmaniosi canina, che può essere trasmessa anche all'uomo (zoonosi).

I canidi in genere rappresentano anche il serbatoio dell'infezione e per questo motivo in Italia si segnalano circa 200 casi all'anno di infezione umana trasmessa non direttamente dal cane bensì dal vettore che è un insetto ematofago chiamato flebotomo o pappatacio.

La diffusione della malattia è quindi direttamente proporzionale ed è strettamente legata alla presenza di flebotomi sul territorio.

In Italia la malattia è endemica dal litorale ai 600 metri di altitudine, sebbene negli ultimi dieci anni ormai i flebotomi siano arrivati anche nelle zone prealpine ed alpine.

Il ciclo inizia con l'infezione di un ospite (cane) attraverso la penetrazione dei promastigoti infettanti della leishmania tramite la saliva del flebotomo al momento della puntura.

I promastigoti, parassitando i macrofagi, si trasformano in amastigoti entro 24 ore ed iniziano a diffondersi in tutto l'organismo in varie fasi di moltiplicazione e replicazione.

Gli amastigoti si concentrano poi nella cute o nel sangue periferico del soggetto infetto e possono essere assunti da un nuovo flebotomo nel momento in cui questo si nutre.

All'interno del flebotomo gli amastigoti iniziano a produrre promastigoti che, liberi, iniziano a colonizzare l'intestino medio dell'insetto per poi risalire verso la proboscide ed essere pronti per essere nuovamente iniettati in un nuovo ospite.

In Italia sono state segnalate 7 specie del genere Phlebotomus attive indicativamente da maggio a novembre nelle zone meridionali e da maggio a ottobre nelle aree settentrionali, ovviamente le variazioni di clima influenzano la durata più o meno lunga del periodo.

Il Phlebotomus perniciosum è la specie di pappatacio maggiormente diffusa sul territorio nazionale e si può incontrare in tutti gli ambienti anche domestici.

Al momento attuale la prevenzione della Leishmaniosi si basa essenzialmente sull'impiego di presidi ad azione repellente o insetticida.

In passato la profilassi consisteva nell'uso di repellenti chimici, l'utilizzo di zanzariere molto fitte e nell'evitare di soggiornare all'aperto nelle ore notturne.

Diversi studi hanno dimostrato come l'impiego di insetticidi a base di permetrina e deltametrina siano in grado di ridurre il rischio di infezione nei cani esposti ed anche del rischio di infezione all'uomo. L'efficacia di questi principi è dovuta al loro effetto repellente a cui si associa l'effetto insetticida dei flebotomi che hanno assunto già il pasto di sangue.

Una diagnosi precisa è fondamentale sia per quanto riguarda la gestione dei casi clinici canini sia per controllare l'eventuale malattia a livello umano.

La sintomatologia è piuttosto varia: sono state descritte forme asintomatiche oltre alle forme classiche con sintomatologia molto evidente.

La malattia è una reticolo endotelite sistemica in cui il sistema immunitario del soggetto colpito ha un ruolo fondamentale nella comparsa dei vari quadri clinici.

Il periodo di incubazione varia da un minimo di 3 mesi ad un massimo di 7 anni con un quadro clinico vario: febbre intermittente o remittente, dermatopatie, dimagrimento, diminuzione dell'appetito, stanchezza, astenia, atrofia muscolare, onicogrifosi, epistassi unilaterale e intermittente per lesioni ulcerative della mucosa nasale, piastrinopenia, lesioni oculari, lesioni renali, poliartrite, iperplasia linfonodale con coinvolgimento di milza, midollo osseo e fegato.

La terapia della Leishmaniosi determina frequentemente miglioramenti che portano alla guarigione clinica ma non sempre questa è associata all'eliminazione completa del parassita e quindi la possibilità di recidive è frequente anche se ridotta dalla diagnosi precoce e dal potenziamento della risposta immunitaria cellulo mediata.

Il medico veterinario imposterà la prevenzione adatta per evitare il contagio e, nel caso di malattia diagnosticata, la terapia migliore per curare il soggetto malato.

Dott. Carlo Giulianelli
Medico Veterinario 
Torino

 

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Filariosi Cardiopolmonare

cane gatto

 

La filariosi cardiopolmonare è una malattia parassitaria del cane e del gatto causata da un verme (nematode) chiamato Dirofilaria immitis.

I parassiti adulti si localizzano, nella maggioranza dei casi, nel cuore destro (atrio e ventricolo), nell'arteria polmonare e nelle sue diramazioni.

Il numero di parassiti adulti che possono essere presenti a livello cardiopolmonare varia in modo considerevole, diciamo mediamente da 3 a 50.

I vermi si presentano con un corpo allungato e sottile a sezione circolare (tipo spaghetto per intenderci) e di colore biancastro. Si presentano come maschi e femmine e sono riconoscibili perché il maschio ha una lunghezza variabile da 12 a 17 cm e una larghezza di 0,7 - 0,9 mm, mentre la femmina può arrivare fino a 30 cm di lunghezza e 1 - 1,3 mm di larghezza.

La femmina dopo la fecondazione partorisce, direttamente nel torrente circolatorio, delle larve (microfilarie), che permangono in circolo per lungo tempo.

Per diventare verme adulto però la microfilaria necessita di un ospite intermedio, un dittero ematofago, nella fattispecie la zanzara (Culex - Aedes - Anopheles - Mansonia).

Durante il pasto di sangue la zanzara assume le microfilarie presenti in circolo, all'interno del proprio corpo queste si evolvono (nell'arco di 13 - 15 giorni) fino a diventare larve infestanti, che, andando a posizionarsi a livello del labium della zanzara, possono essere reiniettate  nell'organismo di un nuovo soggetto durante un successivo pasto di sangue.

Le larve permangono nel derma dell'ospite da 3 a 6 giorni evolvendosi ulteriormente per iniziare poi, attraverso i capillari linfo-ematici, la loro migrazione verso il cuore. Dopo 120 - 160 giorni raggiungono la loro sede definitiva ed in questo stadio misurano 3 - 11 cm.

Il periodo completo che intercorre tra il momento dell'infestazione da parte della zanzara ed il momento della maturità sessuale della filaria (periodo di prepatenza) è di 6 mesi, dopodichè i parassiti possono rimanere vitali e produrre microfilarie per un periodo fino a 5 anni.

Nel gatto il periodo è più lungo, fino a 8 mesi.

I fattori ambientali che favoriscono la presenza e la diffusione della filariosi cardiopolmonare sono caratterizzati da elevata umidità e da temperature idonee allo sviluppo e alla attività delle zanzare ospiti intermedi della malattia. Più prolungata è la stagione di attività degli insetti, maggiore è il rischio di infestazione e la diffusione della malattia nella popolazione animale.

In Italia le aree 'storicamente' endemiche per la filariosi sono quelle della Pianura Padana, diffondendosi lungo l'intero corso del fiume Po, le regioni del nord-est, vaste aree dell'Emilia Romagna e del litorale tirrenico della Toscana risalendo quindi la valle dell'Arno, fino ad arrivare alle aree prealpine e appenniniche.

La malattia evolve in forma subdola e spesso senza sintomatologia fino a quando la situazione non si aggrava, con la manifestazione di sintomi evidenti come: diminuita resistenza all'attività fisica, tosse, tosse ematica, difficoltà respiratoria, perdita di sangue dal naso, epatomegalia, splenomegalia, dilatazione addominale, magrezza, cianosi, collassi.

Il Medico veterinario, in base alla gravità della sintomatologia, durante la visita attuerà le procedure diagnostiche (analisi - Rx torace... ecc) e terapeutiche del caso.

Prima di tutto, oltre agli esami generali del sangue, è necessario effettuare il Test che permetterà di evidenziare all'interno dell'organismo la presenza del parassita.

Accertata l'effettiva presenza della filaria ed in base ai sintomi clinici si effettuerà la terapia macrofilaricida (cioè del verme adulto) con le opportune precauzioni del caso tese a prevenire problemi trombo-embolici dovuti alla disgregazione in circolo del parasstita morto.

Superata la prima fase si passerà al trattamento microfilaricida (cioè delle larve) in modo da evitare che l'animale sia 'infestante' nei confronti di altri per il passaggio della zanzara da cane malato a cane sano.

Oggi la terapia è più sicura di un tempo anche se il farmaco 'adulticida' è sempre un derivato dell'arsenico e quindi anche in questo caso sarà il veterinario a valutare le opportune precauzioni da tenere.

Da queste semplici e basilari informazioni risulta evidente che la terapia migliore è la prevenzione basata sulla lotta alle zanzare con opportuni repellenti e, soprattutto, sulla somministrazione al soggetto sano di un farmaco apposito (ve ne sono alcuni tipi di varie case farmaceutiche) che consentirà, nel caso che la larva infestante fosse iniettata dalla zanzara nell'ospite definitivo, di non farla evolvere ed ucciderla prima che si sviluppi ulteriormente.

Proprio per questa caratteristica il farmaco ha un'azione retroattiva di un mese, cioè è in grado di distruggere tutte le eventuali larve che le zanzare possano aver introdotto nel soggetto nel mese precedente.

La prevenzione quindi va effettuata per tutto il periodo della attività delle zanzare cioè da aprile a novembre, somministrando al soggetto una dose mensile del farmaco prescelto. Nel mese di Marzo è bene cominciare a pensare di sottoporre il nostro cane al test della Filaria.

Semplice esame (bastano poche gocce di sangue) della durata di pochi minuti utile a capire se il nostro cane, anche se senza alcun sintomo apparente, possa essere affetto da tale subdola malattia.

Nel mese di Aprile, e assolutamente non oltre Maggio, è necessario iniziare la prevenzione che durerà fino a Novembre.

Piccolo gesto di amore nei confronti del nostro grande amico, che ci ricambierà con la sua allegria e la sua compagnia.

Dott. Carlo Giulianelli
Medico Veterinario 
Torino

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Vitamina B5 o Acido pantotenico

L"acido pantotenico, o Vitamina B5, si trova in natura nella carne, nel fegato, nel pesce, nelle uova, nel lievito di birra, nei cereali, in alcuni legumi (piselli, lenticchie) e nel germe di grano.

E" il precursore del coenzima A, essenziale per la sintesi di carboidrati, grassi e proteine. E" fondamentale per la crescita e lo sviluppo, favorendo l"utilizzazione energetica degli alimenti e la sintesi di molte sostanze tra cui alcuni ormoni ed il colesterolo.

La sua carenza nell"uomo è molto rara in quanto l"acido pantotenico è molto diffuso negli alimenti; l"apporto deve aggirarsi intorno ai 4 - 10 mg al giorno.

Vitamina B6 o Piridossina

La piridossina, o vitamina B6, è essenziale per la sintesi ed il catabolismo (demolizione) degli aminoacidi. Riduce inoltre i livelli di omocisteina diminuendo così i rischi di patologie cardiovascolari, assicura il buon funzionamento del sistema nervoso, contribuisce al metabolismo energetico, contrasta stanchezza e affaticamento. E" inoltre coinvolta nella sintesi dell"emoglobina.


E" ampiamente diffusa in natura in quanto è presente nei cereali, nei fagiolini, nelle lenticchie, nei cavolfiori, nelle banane, nelle uova, nel latte, nel pesce, nella carne e nel fegato.


La carenza, piuttosto rara, provoca astenia, depressione, stomatite, glossite (infiammazione della lingua) , lesioni intorno agli occhi, alla bocca e al naso.


Il fabbisogno è di 2,0 mg nell"uomo e di 2,2 mg nella donna.

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