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Paracelso affermava che "tutta la medicina è un atto d'amore." Proprio questa mancanza di amore spesso si riscontra attualmente. Infatti è tendenza ormai generalizzata quasi totalmente, di curare la malattia, piuttosto che l'ammalato, trascurando il fattore umano di chi si deve sottoporre alla terapia accettando l'iter e le prescrizioni in modo passivo, rifuggendo però inconsciamente da questa fredda logica che non tiene conto dell'aspetto umano.

Un insegnamento da Groddeck è: "parto dal principio che so di non sapere niente. So di dovere solo limitarmi a provocare, con la mia presenza, le facoltà curative personali ed individuali del malato."

Aschner scrive che la medicina odierna si serve, in pratica, di forse un decimo dei metodi terapeutici efficaci in realtà disponibili. Accettato questo principio è semplice superare ogni dogmatismo e constatare che nessuna medicina è perfetta. Tutte peraltro hanno una percentuale, alta o bassa che sia, di validità in questo terreno che la medicina "accademica" e quella "complementare" si possono integrare.

Ricordiamoci quante metodologie oggi unanimemente accettate, furono osteggiate al tempo della loro scoperta come forme eretiche, vedi la pratica della vaccinazione di Jenner, l'avvio dell'immunologia di Pasteur, l'antisepsi di Semmelweiss e Lister, l'ipnotismo di Mesmer, che traggono origine da antiche pratiche popolari. Ecco un esempio di integrazione tra l'empirico e lo scientifico, l'istinto con il razionale.

La Riflessologia oggi, è una metodica terapeutica naturale efficace, non invasiva e senza alcuna controindicazione, che si può applicare a 360°, cioè, praticamente, a tutte le patologie conosciute o no, in quanto, indipendentemente dalle definizioni scientifiche, non riconosce la patologia come tale ma come disfunzione energetica organica. Perciò il Riflessologo non "cura" o "guarisce", ma consente alla persona di recuperare la miglior possibile funzionalità, in relazione alla patologia stessa ed ai danni arrecati dall'età e dallo stile di vita. Può risultare un ottimo coadiuvante da affiancare alla pura tecnologia e terapia farmacologica; infatti, se si ripristina la funzionalità di un organo e/o apparato, si ottiene una migliore assimilazione del farmaco.

Fulvio Brianti

 
     
 

 

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