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Il Trattamento conservativo della lombalgia cronica: ruolo dei Corsetti oggi e la terapia multidimensionale combinata

     
 

Per funzionare in maniera efficiente la colonna presenta delle naturali curvature su un piano dello spazio, le cosidette "lordosi lombare e cervicale" e la "cifosi dorsale". Rimanendo entro un certo range di valori tali curvature contribuiscono all'armonica distribuzione delle forze sulle diverse componenti portanti e favoriscono il lavoro della muscolatura paravertebrale, generando bracci di leva vantaggiosi.

L'origine della lombalgia (mal di schiena) dell'adulto di solito risiede nella patologia degenerativa cronica, ovvero nell' "usura" di alcuni elementi della colonna vertebrale (disco, faccette, legamenti). Frequentemente con l'andare del tempo si instaurano delle alterazioni della morfologia normale vertebrale in toto: la degenerazione porta alla deformità anatomica (per crolli vertebrali, spondilartrosi, discopatie gravi) e alla formazione di "curvature" anomale.  Queste possono realizzarsi su piani diversi da quello in cui normalmente è presente, cioè determinare scoliosi; fenomeno ancora più rilevante dal punto di vista clinico è tuttavia l'alterazione di lordosi e cifosi.  Si determinano anomali stress sulle strutture passive (legamenti, articolazioni faccettarie) ed attive (muscolatura) della schiena, con un contributo determinante al quadro algico (al dolore).

 

Nell'adulto, al contrario che nell'adolescente, non è più possibile influenzare la forma della colonna attraverso l'applicazione di forze esterne, come quelle generate da corsetti e busti, relegati ad un ruolo secondario negli scorsi decenni. Un fattore sfavorevole per questo tipo di approccio è anche la scarsa "compliance" del paziente: in pratica i corsetti, impegnativi da portare e spesso mal tollerati o fastidiosi, venivano dismessi dopo breve tempo.

Recenti studi tuttavia hanno modificato nuovamente la situazione e la prospettiva di utilizzo dei presidi. Oggi si riconosce nella lombalgia la presenza di "circoli viziosi" del dolore, per cui allo stimolo meccanico sopra descritto si somma la cosidetta "sensibilizzazione centrale", ovvero un dolore "amplificato  e fissato" nel cervello, per un fenomeno noto come "plasticità cerebrale". 

Sconfiggere la lombalgia con terapia conservativa è possibile in molti casi, ma solo utilizzando un approccio combinato e mirato alle varie compoenti del dolore.

L'approccio si basa sulla combinazione dei tre strumenti a disposizione, che ne amplificano le possibilità terapeutiche.

1) In anni recenti la disponibilità di tecnologie di scannerizzazione laser del corpo umano e ricostruzione tridimensionale, accoppiata alla disponibilità di materiali particolarmente leggeri e modellabili, ha consentito la realizzazione di busti su misura particolarmente precisi nell'esercitare spinte e di dimensioni ridotte, molto leggeri. 
Riducendo lo stress apportato sulle varie strutture e la mobilità della colonna si riesce a ridurre la "produzione" di dolore perifericamente, ovvero a livello dei recettori presenti nelle strutture meccaniche.

2) Contemporaneamente, per contrastare la sensibilizzazione centrale sono utilizzati farmaci specifici, diversi dagli antalgici tradizionali, cui sono associati per aumentarne notevolmente l'efficacia. Protocolli particolari sono ormai stati studiati

3) l' aggressiva rieducazione fisioterapica è il terzo fondamento; è indispensabile per coadiuvare l'effetto del busto in antitesi allo stress meccanico e contemporaneamente per minimizzarne gli effetti negativi, di riduzione riflessa del tono della muscolatura addominale e paravertebrale attraverso esercizi specifici.

Attraverso controlli seriati, l'ortopedico esperto di terapia è in grado di modulare l'utilizzo di tutori, dei diversi farmaci associati e dell'intensità della fisioterapia fino a ridurre nei casi in cui sia possibile la sintomatologia dolorosa, ricondotta sotto controllo.

Tale approccio può essere un'alternativa alla chirurgia in pazienti selezionati.

L'utilizzo di corsetti "generici" o degli strumenti terapeutici sopra indicati, in maniera non coordinata o isolata, non può condurre al medesimo successo.

Dott. Davide Caldo

Specialista in Ortopedia

Chirurgia Mini-Invasiva ed Endoscopica Vertebrale

 
 

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Dott. Davide Caldo

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