Psoriasi
La psoriasi è una malattia della pelle cronica non contagiosa ad eziologia tutt'ora sconosciuta, che si caratterizza per la comparsa di chiazze di pelle ispessita, arrossata e infiammata, spesso coperte da squame argentee.
Solitamente la psoriasi non causa prurito; ma la zona colpita può essere abbastanza estesa tanto da causare al malato un grave disagio fisico e psicologico nei rapporti con gli altri.
L'origine della psoriasi non è ancora stata chiarita del tutto; infatti mentre fino ad un passato recente si pensava ad una forma di ispessimento dell'epidermide dovuto ad una sua crescita eccessiva, ora le recenti ricerche tendono a far pensare che la causa risieda più probabilmente nello strato immediatamente sottostante, il derma, e che la causa sia un'alterazione nell'irrorazione sanguigna di quest'ultimo.
Sembra comunque appurato che la malattia non sia originata da fattori psicologici, anche se lo stress può portare ad un peggioramento della malattia già in atto. Quello che è certo è che sicuramente la psoriasi ha carattere ereditario, anche se non necessariamente presente o riconoscibile in tutte le generazioni ( a volte le manifestazioni sono molto lievi e la malattia difficilmente diagnosticabile ).
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La terapia della psoriasi
Essendo una patologia cronica, la psoriasi è soggetta a ricadute e un soggetto psoriasico non può essere mai considerato totalmente guarito. Tuttavia negli ultimi anni, la dermatologia ha fatto, enormi progressi nella comprensione della psoriasi ed ha sviluppato numerose possibilità terapeutiche che consentono un miglior controllo del problema.
Le terapie possono basarsi su preparati per uso locale (pomate, lozioni) o sistemico (per via orale), ma si ottengono ottimi risultati anche con le cure termali.
In conclusione, quindi, la psoriasi è una malattia che deve essere affrontata con la consapevolezza dell'alternanza delle sue fasi, senza abbattimenti per gli insuccessi e senza eccessivi entusiasmi per i periodi di apparente guarigione, ma è importante che tutto ciò non porti ad una rassegnata rinuncia alle cure che, pur non essendo risolutive, sono sicuramente di grande efficacia nel ridurre i sintomi nelle fasi acute della malattia, soprattutto quando il paziente si impegna ad eseguirle in modo corretto.