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La menopausa e i mille colori dell'autunno

La jeunesse n'a que du vert; et nous autres gens d'arrière-saison,

nous sommes de cent mille couleurs, les unes plus belles que les autres

(Comte de Bussy in Lettres de M.me de Sévigné)

 

[In questo breve contributo parlerò della menopausa naturale, pur sapendo che esistono altre forme di menopausa, artificiale o precoce che meritano un'attenzione specifica. Per le donne che attraversano questa esperienza sono disponibile a rispondere ad eventuali domande attraverso l' e-mail]

 

La menopausa è una tappa naturale e fondamentale nella vita di ogni donna, nonchè un'occasione per ripensare se stesse, ridefinirsi, ritrovare un nuovo equilibrio.

È importante che ogni donna possa vivere con la serenità che merita una fase in cui cambiamenti interni (biologici, psicologici, affettivi) si combinano con quelli esterni (sociali, lavorativi, famigliari), fase in cui ci si può riposizionare al centro della propria esistenza, grazie ad una maggiore maturità e consapevolezza di sé stesse.  
 

Una fase naturale nel ciclo di vita

Generalmente attribuiamo, più o meno inconsciamente, alla menopausa un giudizio negativo, qualcosa di temuto che si spera tardi il più possibile e il cui arrivo, se anticipato rispetto alle nostre aspettative, ci coglie alla sprovvista, interrogandoci immediatamente sul nostro stato di salute o, peggio, sulla nostra sfera femminile.

Sempre più autori ci invitano finalmente a pensare la menopausa non più come una temibile e inevitabile tappa, preludio di una fase di decadenza, definita solo in negativo (scomparsa di aspetti positivi e comparsa di sintomi negativi) ma, al contrario, come una fase naturale da valorizzare.

Sotto questo aspetto può esserci di aiuto osservare cosa accade nelle altre culture, non per idealizzare l'erba del vicino ma solo per renderci conto quanto cultura-psiche-corpo siano intimamente legati e come al variare dei contesti socio-culturali variino anche le percezioni dell'esperienza che attraversiamo.

In alcune culture sintomi per noi scontati e inevitabili come le vampate, sono praticamente sconosciuti o irrilevanti, così come molti altri sintomi (cefalee, stanchezza, disturbo del sonno, calo del desiderio sessuale, sbalzi d'umore, … ), anche quando presenti, non vengono necessariamente collegati alla menopausa ma a fattori o eventi contingenti della vita.

Anche nella nostra società l'entità delle vampate di calore, il sintomo per eccellenza, varia da donna a donna:  ben tollerate da alcune, tendono a scomparire più rapidamente, mentre in coloro che ne sono più disturbate o, addirittura, spaventate, aumentano di intensità e frequenza; altre donne non le hanno mai neanche sperimentate. Ma da cosa può dipendere il nostro grado di accettazione e tolleranza di queste sensazioni nuove e la loro intensità ? Certamente da più fattori, per esempio: il nostro temperamento, sicuro e curioso o, al contrario ansioso; il nostro livello di autostima; il giudizio (esplicito o implicito) di chi ci sta accanto; l'educazione che abbiamo ricevuto e l'esempio delle donne che hanno giocato un ruolo significativo nella nostra vita.
 

Konenki e menopausa

Nella lingua giapponese, medici e pazienti utilizzano questo termine per parlare di menopausa, pur riferendosi ad un concetto molto più ampio. Infatti letteralmente konenki significa svolta, transizione, cambiamento di vita (Lock, 1993). Come illustrato da Diasio e Vinel nel “Il tempo incerto: antropologia della menopausa”, con questo termine più che al cambiamento biologico ci si riferisce ad un insieme di trasformazioni che riguardano la sfera famigliare, sociale e affettiva della donna, interpretandolo in modo diverso e soggettivo e collocandolo in un momento della propria vita per ognuna diverso: per qualcuna indicherà l'inizio della vecchiaia, per altre la fine del ciclo mestruale, oppure una transizione lenta che può durare anche alcune decadi, altre ancora affermano di non averlo mai vissuto (Diasio Vinel, 2003).

Questo per farci capire che la menopausa si colloca all'interno di un processo molto complesso. L'OMS definisce questa processo come transizione menopausale, un periodo la cui durata e caratteristiche variano da donna a donna. Le fonti mediche dicono che può durare anche 20 anni, iniziando 10 anni prima e terminando 10 anni dopo l'ultimo ciclo mestruale, che finisce con il diventare, suo malgrado, simbolo di un potente spartiacque tra un prima e un dopo nell'identità femminile, quasi un evento traumatico, temuto per alcune ma, non stupiamoci troppo, liberatorio per altre.

Queste definizioni ampie ci aiutano a capire che la menopausa non segna un passaggio immediato, un brusco salto dalla giovinezza alla senilità ma è un processo lento e graduale, di cui ognuna di noi diventa consapevole in tempi e modi diversi.

Dobbiamo uscire dall'idea che in questa fase la donna vada riparata e mantenuta il più possibile uguale a prima, per questo è importante sottolinearne non solo gli aspetti negativi, di cui è comunque fondamentale prendersi cura qualora si presentino, ma anche quelli creativi e trasformativi, dal momento che la menopausa rappresenta sopratutto un'altra tappa fondamentale dello sviluppo umano femminile.

Definirei un diritto quello di concedersi l'opportunità di vivere il più serenamente possibile un momento della vita che ci porta a riflettere su noi stesse, che ci impone di trovare nuovi equilibri e aspirazioni, che ci invita a risolvere quei conflitti che nonostante tutto sono rimasti ancora irrisolti; infatti è nei momenti di crescita che tutti i nodi tornano al pettine e, come ogni crisi, anche questa rappresenta un momento di potenziale rinascita e trasformazione.
 

Mi piace concludere con le parole poetiche di Alda Merini  “la menopausa è il periodo dorato dell'amore”, che io interpreto come un invito a coltivare un sentimento di amore pieno, consapevole e meritato verso noi stesse e, di conseguenza, verso chi ci sta accanto … e non viceversa !

 

Qualche consiglio pratico: Alimentazione e buone abitudini quotidiane:

Per coloro alle quali è rimasto il desiderio di qualche indicazione pratica su questo argomento, qui di seguito troverete alcuni spunti tratti dal libro: “Climaterio e menopausa (naturale o indotta): suggerimenti utili” (Giorgio Secreto. 2009 ATTIVEcomperima Onlus, Milano), nel quale, l'alimentazione è indicata come fattore particolarmente importante nella prevenzione e trattamento di alcuni disturbi; vengono indicati 4 fattori principali:

  1. fornire un adeguato supporto di calcio e vitamina D;
  2. ridurre l’apporto di colesterolo e di grassi, soprattutto di grassi saturi
  3. mantenere sotto controllo il peso corporeo;
  4. arricchire la dieta con un adeguato supporto di fibre.

Per la prevenzione dell'osteoporosi, uno dei fattori più comunemente connessi alla menopausa,vanno reintegrati sia il calcio che la vitamina D, in quanto ne facilita l’assorbimento.

Al contrario di quanto comunemente si crede; pur essendo ricchi di calcio; i prodotti caseari, non hanno una dimostrata azione protettiva sulle fratture da osteoporosi, al contrario, un consumo eccessivo di latticini non è consigliabile per il loro alto contenuto di grassi saturi. Una fonte apprezzabile è rappresentata dalle acque minerali in commercio ricche di calcio. Viene inoltre consigliata un aumento del consumo di pesce ricco di grassi insaturi e di vitamina D a discapito di carni rosse, per l'alto contenuto di colesterolo e grassi saturi.


Se l'alimentazione può essere molto utile nel ridurre i sintomi e prevenirli è importante introdurre anche qualche accortezza nelle abitudini quotidiane, per esempio: evitare gli eccessi in fumo, alcol e caffeina e praticare un'attività fisica costante. Si tratta di accorgimenti validi per qualunque fascia di età ed è ovvio che se si arriva in questa fase in buona salute sarà più semplice affrontare i cambiamenti che essa comporta...

L'utilità di ricordare queste semplici norme di cui siamo probabilmente tutte consapevoli è dato dal fatto che in questa fase si rischi di essere troppo indulgenti con se stesse, pensando che non vi sia più nulla da perdere o sentendo la necessità di concedersi premi autoconsolatori in risposta ad un senso di insoddisfazione che nasce da dentro e che non si risolverà in questo modo.

Al contrario, queste concessioni, se diventano la norma, innescheranno un circolo vizioso peggiore della menopausa stessa, che va quindi smorzato sul nascere, ricreando spazi (come le attività legate al benessere psico-fisico) personali e sociali che possano aiutarci a distogliere la nostra mente dai vissuti negativi di perdita e a rielaborare una nuova identità anche più ricca, stabile e solida di quanto potessimo immaginare, come ricordava il Conte di Bussy in una lettera a Madame De Sévigné: “la giovinezza non ha che il verde mentre noi dell'autunno abbiamo mille colori, uno più bello dell'altro”.

 

Dott.ssa Giorgia MicenePsicologa e Psicoterapeuta

 

Bibliografia

Il tempo incerto: antropologia della menopausa.  Nicoletta Diasio,Virginie Vinel, 2007.

Encounters with Aging: Mythologies of Menopause in Japan and North America. Margaret Lock, 1993 

Are we there yet? The menopause and older women’s lives. Jacqueline Christodoulou, 2011 

Climaterio e menopausa (naturale o indotta): suggerimenti utili. Giorgio Secreto. 2009 

 

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