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La disinfezione

 

La disinfezione è essenziale per distruggere i germi patogeni (batteri, virus e funghi) presenti nell'ambiente e sugli oggetti ed evitare quindi infezioni alle persone che li frequentano o vengono in contatto con essi.

Dato che i soggetti con difese immunitarie più deboli sono i bambini, gli anziani e gli ammalati, si deve curare questo aspetto soprattutto nelle strutture che li accolgono e per gli oggetti che utilizzano.

Ciò non toglie che tutti gli ambienti debbano essere tenuti puliti eliminando la polvere e pulendo a fondo i locali.
Senza queste operazioni è inoltre inutile qualsiasi disinfezione, in quanto polvere e sporco riducono l'efficacia dei mezzi di disinfezione essendo un ricettacolo di germi.

Tra le mura domestiche è molto improbabile contrarre un'infezione.  In condizioni normali, infatti,  la pelle rappresenta una barriera naturale e richiede solo un'accurata igiene. Bisogna però evitare i lavaggi troppo frequenti che indeboliscono le difese naturali.

Se si verificano ferite o escoriazioni, però, le difese vengono meno e i microrganismi possono provocare infezioni.
In caso di ferite, quindi, si deve provvedere subito ad un accurato lavaggio con acqua corrente e alla disinfezione con antisettici (disinfettanti) appositi.

Molti sono i prodotti  antisettici in commercio: preparati a base di cloro, di povidone-iodio, di ammoni quaternari e l'acqua ossigenata sono tra i più utilizzati.
L'alcol denaturato è utile per disinfettare la pelle  integra, ma sulle ferite non è adatto in quanto istiolesivo (danneggia la cute) ed irritante.

Se la ferita è profonda o comunque causata da oggetti sporchi e acuminati il rischio di contrarre il tetano è alto e quindi ci si deve rivolgere al più vicino pronto soccorso.

La pulizia delle mani è fondamentale perché esse vengono a contatto con superfici, indumenti, alimenti, oggetti che possono essere ricettacolo di germi.
Si deve quindi procedere ad un accurato lavaggio ogni volta che è necessario e, in assenza di acqua, utilizzare gel igienizzanti antisettici che detergono e disinfettano molto bene, eliminando anche odori sgradevoli.

La pulizia della pelle del viso dev'essere accurata e attuata per mezzo di acqua tiepida e sapone neutro, che non danneggia il film lipidico, molto importante per la difesa cutanea  e la morbidezza della pelle.

La pulizia del corpo dev'essere attuata per mezzo di docce o bagni non troppo prolungati e con acqua non troppo calda, utilizzando prodotti delicati e non aggressivi al fine di non irritare la pelle ed evitarne la secchezza.
Se la pelle è secca o molto sensibile, meglio usare solo sapone neutro per il viso, le ascelle, l'area genitale, le mani e i piedi.
Si deve poi procedere ad un accurato risciacquo e  all'asciugatura con tessuti morbidi.

Anche la frequenza di docce e bagni è importante per evitare danni alla pelle: non si dovrebbe mai farne più di uno  al giorno e, se è necessario ricorrervi più volte, bisogna curare di ridurre il tempo di durata e non utilizzare detergenti aggressivi.

Come abbiamo detto l'ambiente domestico non richiede disinfezione particolare, a meno che siano presenti soggetti a rischio, nel qual caso si può utilizzare una soluzione disinfettante adeguata quale l'ipoclorito di sodio diluito.

Per quanto riguarda l'igiene degli oggetti dei neonati, biberon e tettarelle vanno lavati accuratamente con acqua e detersivo per stoviglie, utilizzando uno scovolino, e poi sottoposti a disinfezione con i prodotti appositi. Nello stesso modo possono essere disinfettati i giocattoli di gomma o di plastica che il bambino mette in bocca.

Gli accessori per aerosol (mascherina, boccaglio, forcella ecc.) dopo l'uso devono essere lavati in acqua corrente con un detersivo per stoviglie o sapone neutro.Alla fine di ogni ciclo di cura, se il materiale lo permette devono essere sterilizzati tramite bollitura, in caso contrario con una soluzione disinfettante a base di cloro. Prima di riporli andranno sciacquati e asciugati accuratamente.

Anche l'aria negli ambienti chiusi può essere veicolo di germi patogeni di malattie contagiose, quali influenza, morbillo, pertosse, diffuse dalle goccioline di saliva che l'ammalato diffonde con starnuti, tosse e mentre parla.
Si può ricorrere ai disinfettanti ambientali in bomboletta spray, che comunque non sono molto efficaci. E' bene curare il ricambio dell'aria degli ambienti (almeno 5-10 minuti più volte al giorno) e utilizzare i vaccini preventivi.

La disinfezione dell'acqua è necessaria quando si hanno dei dubbi sulla sua potabilità.
L'acqua è potabile quando è inodore, insapore, incolore e a bassissima torpidità, quando non contiene microrganismi patogeni per l'uomo, e quando contiene  soltanto determinate quantità di sostanze chimiche, compatibili con la salute dell'uomo.

Se non se ne conosce la provenienza e non si sa se è potabile si può ricorrere a diversi metodi:

  • la bollitura  per almeno 5 minuti, che rende inattivi i germi patogeni;
  • la disinfezione, attraverso la quale si eliminano dall'acqua le quantità nocive di germi patogeni (viene effettuata mediante derivati del cloro e ozono e consente di produrre acqua potabile purificata dai microrganismi patogeni e contenente una minima quantità di microrganismi innocui per la salute);
  • la filtrazione.

Generalmente è sufficiente utilizzare uno dei tre metodi indicati per ottenere una disinfezione sicura e senza pericoli, ma, in presenza di acqua torbida, si può disinfettare l'acqua e in seguito filtrarla, per una maggiore sicurezza.

Anche gli alimenti possono essere veicolo di germi.
Malattie quali salmonellosi, toxoplasmosi, tifo e botulismo sono causate proprio da cibi infetti.
Prescindendo dalle norme igieniche di preparazione a livello di industria alimentare, anche il nostro comportamento influenza questo aspetto: bisogna infatti curare molto la pulizia delle  mani  prima di accingersi a cucinare, preservare i cibi da mosche e insetti, conservarli in frigo se deteriorabili e lavare accuratamente gli alimenti freschi (frutta, verdura, carne, pesce ecc.) prima di portarli in  tavola.

Sulla loro superficie, infatti, sono presenti i microrganismi contenuti nei concimi organici e nell'acqua usata per l'irrigazione, i microbi presenti sulle mani di chi raccoglie e vende il prodotto, sui contenitori e sui veicoli utilizzati per conservarlo e per trasportarlo e, infine, la polvere.

Per quanto riguarda la frutta, andrebbe privilegiata quella a buccia "dura", come mele e pere, perché l'agente chimico utilizzato per la coltivazione spesso non riesce a oltrepassare la barriera costituita appunto dal rivestimento esterno del frutto. Sarà quindi molto più agevole eliminare, almeno parzialmente, il rischio di ingerire queste sostanze, sbucciando la frutta.

ATTENZIONE:  Prima di intraprendere qualsiasi terapia rivolgersi sempre al medico.

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