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Cenni storici

     
 

Dalla più antica letteratura ritrovata, si vede come già in Egitto, "si toccavano i piedi" cinquemila anni fa; lo stesso succedeva in Cina, URSS, Africa e presso gli Indiani d'America.

Il grande scultore fiorentino, Benvenuto Cellini (1500/71), si sottopose a trattamenti di robuste pressioni sulle dita delle mani e dei piedi per ridurre varie sindromi dolorose diffuse sull'intero corpo.

Per quanto riguarda l'Europa Centrale, intorno all'anno 1852, i medici Adamus ed A'tatis descrissero dei metodi simili. Il dr. Ball, nello stesso periodo, pubblicò uno scritto sul "trattamento mediante compressione di determinati punti di organi lontano da essi". Il ventesimo Presidente americano, Garfield (1831/81), utilizzando dette compressioni, riuscì ad eliminare i dolori causati da ferite riportate in un attentato, mentre ogni precedente medicamento antalgico "convenzionale" non aveva dato risultati.

Fu solo alla fine dell'800, primi ‘900 che questa metodologia venne introdotta in Occidente, grazie agli studi del Dr. W. Fitzgerald. Nato nel 1872, laureatosi nel 1895 presso l'Università del Vermont, visse per alcuni anni in Europa dove praticò in Cliniche di Vienna, Parigi e Londra.

Rientrò quindi negli USA, dove operò presso Hartford (Connecticut). Morì a Stanford nel 1942.

Riconosciuto come il "Fondatore della Riflessologia Plantare", egli condusse vari Corsi di apprendimento e riunì molti praticanti.

Nel 1916, il Dr. F. Bowers riconsiderò la terapia del Dr. Fitzgerald, chiamandola "terapia zonale". Nell'anno successivo, venne stampato un altro volume di terapia zonale scritto da entrambi gli autori sopraccitati. Il libro diede un considerevole aiuto nello svolgimento della propria attività a medici pratici, dentisti, ginecologi, otorino laringoiatri, e divennero noti i presupposti terapeutici della "riflessoterapia". Intorno al 1925, il Dr. G. S. Wight sottolineò che "la terapia zonale è nota, negli Stati Uniti e dovunque siano diffusi libri e riviste mediche, come qualunque altra terapia manuale".

In uno dei Corsi tenuti da Fitzgerald, nacque la collaborazione con Eunice Ingham, che sviluppò ulteriormente la Metodica, dandole poi il suo nome, cioè "Metodo Ingham" (Ingham Method of Compression Massage). Nel 1930, tale Metodica fu descritta nel volume "Storie che il piede potrebbe raccontare" (Stories the feet could tell), scritto dalla Ingham stessa.

In Europa, la tecnica venne successivamente diffusa da una studiosa, allieva e collaboratrice della Ingham, la tedesca Hanne Marquardt che, negli anni settanta, rientrata in patria, iniziò ad insegnare la "Riflessologia Plantare".

In Italia, il primo discepolo di H. Marquardt fu l'erborista, masso-fisioterapista Elipio Zamboni (1929/92), il quale, dopo aver conseguito il diploma di Riflessologo in Germania, iniziò, a sua volta, la pratica e l'insegnamento della metodica, fondando prima l'A.I.R.P. (Associazione Italiana Riflessologia Plantare), trasformata nel 1985 in F.I.R.P. (Federazione Italiana Riflessologia Plantare). Uno dei primissimi allievi e collaboratori di Zamboni fu il Prof. Giovanni Brianti (1912/98), il quale aprì, nel 1975, uno studio in Torino, seguendo e facendo parte integrante del consiglio direttivo della F.I.R.P., dalla quale si staccò alla fine del 1987 . Con il figlio Naturopata, Fulvio, nel 1990 fondò il C.M.R.P. (Centro per il Massaggio Riflesso del Piede) e nello stesso anno si aggiunse la nipote e figlia  Leyla, oggi Vice Presidente del Centro. 

Fulvio Brianti

 
     
 

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