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I cardini della prevenzione

     
 

Che cos’è la prevenzione?

Secondo la Treccani “la prevenzione, in campo medico, è il tentativo di evitare la comparsa di una malattia, o di una sua specifica manifestazione o di un suo aggravamento o recidiva fino a un possibile evento fatale, nonché il complesso delle procedure messe in atto per raggiungere questo scopo.”

Cioè è un’adozione di una serie di provvedimenti per cautelarsi da un male futuro.

Quali sono le modalità  per il mantenimento della salute?

Dal mio punto di vista le modalità per mantenere lo stato di salute più a lungo possibile sono da ricercarsi su tre piani diversi:

-       attività fisica;

-       alimentazione sana e corretta

-       pensiero creativo o coerente.

Se le tre situazioni sopra menzionate si applicano in maniera armonica, si ha la possibilità  di stare bene a lungo.  La consapevolezza dell’esistenza di questi tre cardini è già di per sé una buona condizione, la consapevolezza è già di per sé un elemento importante, che mette in moto la capacità di avere la libertà di scegliere e quindi di agire.

Vediamo meglio come si possono applicare quotidianamente i cardini della buona salute o comunque le forme preventive o, perché no, possono anche essere, modulate in base alla patologia di cui il soggetto soffre, delle forme da affiancare alla comune terapia che si sta già utilizzando.

L’attività fisica è stata da sempre ritenuta un elemento importante. Tanto che agli albori era fonte di svago e di divertimento, con poca matrice agonistica e assunse più una connotazione medico-spirituale-ginnica, nelle zone Mediorientali, mentre nel bacino del Mediterraneo ebbe una valenza più atletico-rituale. Per gli antichi era disciplina di studio ed era ritenuta una materia scolastica, a cui si dava ampio spazio.

Attualmente  sull’attività fisica si sono fatti studi e si è visto che è un buon fattore preventivo e curativo. Fare attività fisica almeno 3 volte a settimana, senza sovraccaricare troppo il proprio sistema, può essere  buona metodica. Quindi nel momento in cui si decide di iniziare a fare attività fisica, scegliere una disciplina in base alle proprie capacità o in seguito al consiglio del medico e poi praticarla  in maniera graduale soprattutto all’inizio.

Dal mio punto di vista c’è una buona metodica che si chiama Nordic Walking (NW), che è un buon connubio fra attività fisica e benessere mentale, adatta a tutte le età ed indipendentemente dal sesso. Nasce come in Finlandia, per poi giungere in Italia all’inizio di questo secolo. E’ un metodo che utilizza il camminare con i bastoncini, come mezzo di rieducazione posturale ed al fine di utilizzare il proprio corpo in modo consapevole. E’ una metodica economica, versatile ed efficace. Dal mio punto di vista è una buona metodica perché è un potersi avvicinare allo sport senza dover spendere cifre enormi né di attrezzatura, né di struttura in cui si svolge la stessa. Inoltre è una tecnica che si attua all’aperto (in mezzo alla natura) e che ha raccolto molti studi da parte degli stessi medici (molti istruttori di NW sono anche dei professionisti sanitari).

Vediamo più da vicino perché l’attività fisica fa bene: c’è un miglioramento sul sistema cardio-circolatorio del sangue (riduce il rischio di morte prematura), diminuisce il rischio di morte per infarto del miocardio e per malattie cardiache, prevenzione o riduzione  l’ipertensione; riduzione del rischio di sviluppo del diabete di tipo 2; riduzione e prevenzione dell’osteoporosi; riduzione del peso e del rischio di obesità; benefici su tutto l’apparato muscolare e scheletrico; migliora l’ossigenazione dei tessuti; aumento della produzione di endorfine (neurotramettitori con azione eccitante ed analgesica, prodotte nel nostro sistema) ; rilascia la tensione muscolare; agisce sull’attività neuronale. Diversi studi, infatti, dimostrano che l’attività fisica, soprattutto quella di tipo aerobico (camminate, corse, vari tipi di sport) ha un’azione protettiva del cervello e, in generale, del tessuto nervoso. Si è visto che incrementa le abilità cognitive, attenua i deficit motori, stimola la produzione di nuove cellule nervose, migliora i deficit neurologici che si manifestano in malattie neurodegenerative, come possono essere l’Alzheimer e la Sclerosi Multipla.

Inoltre, una regolare attività fisica, riducendo la perdita di neuroni collegata all’età, si comporta come un potente fattore antinvecchiamento e consente un controllo dell’infiammazione nel cervello.

Infine, gli effetti cerebrali dell’esercizio fisico sono del tutto simili a quelli prodotti dai più moderni farmaci antidepressivi e ansiolitici.


Che cosa vuol dire “alimentarsi”? Vuol dire assumere nutrienti, quindi vuol dire nutrirsi. Abitualmente sappiamo che cosa mangiamo? Quanti di voi hanno davvero consapevolezza di che cosa mangiano? E’ importante seguire un’alimentazione sana e corretta: noi siamo quello che mangiamo!! Il cibo non è solo costituito da elementi con valore calorico ed energetico, ma la composizione quali-quantitativa della dieta condiziona i sistemi di regolazione neuro-ormonale, che a loro volta condizionano le scelte alimentari.

Gli alimenti interagiscono con i neurotrasmettitori (sostanze chimiche che veicolano le informazioni, fra le cellule  componenti il sistema nervoso) cerebrali influenzando la produzione ormonale, quindi condizionando la sintesi e la secrezione degli ormoni stessi.

Se poi si mangia in maniera non corretta, si va a nutrire i depositi di grasso (adipe).

Che cos’è il sistema adiposo? E’ un struttura di accumulo, di riserve e non solo. Si conoscono due tipo di tessuti adiposi, quello bianco e quello bruno, con funzioni ed anatomia diversa. Il tessuto adiposo bianco accumula lipidi (grassi) per ridistribuirli durante il digiuno agli organi ed ai tessuti dell’organismo ed ha una secrezione ormonale di numerose sostanze implicate prevalentemente nel bilancio energetico. Il tessuto adiposo bruno invece, utilizza i lipidi per garantire l’omeostasi (equilibrio) termica dell’organismo, producendo calore. Inoltre il tessuto adiposo bruno viene attivato dall’attività fisica e da temperature intorno ai 22 gradi. I due tessuti hanno la caratteristica di potersi l’uno trasformare nell’altro e si pensa, da studi fatti, che l’attività fisica abbia questa capacità.

Inoltre i nutrienti, si pensi agli omega 3 (acidi grassi insaturi) e non solo, sono direttamente responsabili della composizione delle membrane cellulari, …. Le stesse se prodotte da acidi grassi saturi o insaturi, hanno valore fisiologico diverso, sono più o meno pro-infiammatorie.

Tutto quello che si è detto sinora ci porta a dedurre che l’alimentazione possa condizionare la salute fisica ed emotiva. Quindi mangiare sano ed in maniera corretta è di per sé una modalità saggia per fare un lavoro di prevenzione. Inoltre facendo attività sportiva non ci si può permettere di essere “appesantiti” da un’alimentazione scorretta.

Il terzo cardine della prevenzione risiede nell’emotivo. Un pensiero ben strutturato e su un versante più positivo, quindi creativo, anziché negativo, darà all’organismo un benessere sistemico. Nel pensare in maniera creativa, che non si intende il diventare pittori od attori  ma si riferisce ad un atteggiamento psicologico di apertura attraverso cui si abbandona il vittimismo e si cominciano a vedere anche i problemi come opportunità, si comincia ad attivare un pensiero che cerca soluzioni. Attraverso il pensiero creativo, capacità innata e presente in tutti, si riesce ad avere anche un atteggiamento comportamentale differente. Infatti le persone che riescono ad applicare questa modalità di pensiero, sono in genere più autonome, sensibili, risolute, avventurose e con maggiore capacità di accettare se stessi. Significa non solo pensare a qualcosa, ma anche realizzarlo, quindi significa trovare soddisfazione  nell’utilizzare al meglio le proprie potenzialità cerebrali. Le persone che riescono ad essere di pensiero creativo hanno la capacità di essere in grado di essere immersi “nel compito” con elevato coinvolgimento e controllo della situazione, focalizzazione dell’attenzione e riduzione sensibile dei livelli di ansia e noia. Avere la capacità di focalizzare l’attenzione su un compito specifico fa sì che il sistema esecutivo, lo esegua al massimo livello ci competenza ed efficienza. Durante il pensiero creativo, c’è la cooperazione dei due emisferi. Il pensiero creativo dà la capacità da parte del sistema di trovare tanti collegamenti insoliti per risolvere le situazioni.  La capacità creativa dell’uomo è come la scintilla divina.

Quindi si può dire che l’utilizzo di questi tre grossi cardini, possa essere una buona risposta per avere una migliore qualità di vita e una vita migliore.


Dr.ssa Monica Viotto

 
     
 

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