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Amenorrea

La donna dalla pubertà alla menopausa in condizioni normali produce una cellula uovo matura al mese. Il suo corpo subisce una serie di modifiche che preparano un'eventuale gravidanza. Nel caso questa non subentri si ripristinano le condizioni iniziali e il ciclo riprende.
Tutto questo meccanismo è regolato da ormoni secreti da ipotalamo, ipofisi e ovaio.

Ogni mese il ciclo inizia con la mestruazione che coincide con l'eliminazione di una cellula uovo non fecondata accompagnata da perdite ematiche e secrezioni mucose provocate dallo sfaldamento ed espulsione dell'endometrio.
L'ultimo giorno del ciclo è quello che precede l'inizio di un'altra mestruazione. La durata del ciclo è di norma di 28 giorni, quella della mestruazione è di 3-7 giorni.

La prima mestruazione (menarca) compare abitualmente tra i 10 ed i 14 anni.
Se ciò avviene prima si parla di pubertà precoce, se invece appare tra i 16 ed i 18 anni si tratta di ritardo puberale o menarca ritardato.

Se le mestruazioni non compaiono dopo i 18 anni si parla di amenorrea primaria.
L'amenorrea è considerata normale se è presente nella pre-pubertà, durante la gravidanza, l'allattamento e la post-menopausa.

Se invece compare in altre circostanze può stare ad indicare una situazione patologica o uno stato conseguente a cattive abitudini.

Si dice che l'amenorrea è primaria se interessa una donna che non ha ancora avuto la prima mestruazione nonostante abbia raggiunto i 18 anni di età.

E' invece secondaria se si presenta in una donna che ha già avuto cicli mestruali regolari e si prolunga per almeno 3 mesi.

L'amenorrea primaria è causata da pubertà ritardata che può essere di origine genetica o ormonale oppure può essere causata da malformazioni congenite degli organi genitali.

L'amenorrea secondaria interessa un numero molto maggiore di donne e può essere provocata da malattie endocrine quali alterazioni dell'ipofisi o della tiroide, malattie genetiche, tumorali, patologie dell'apparato riproduttivo, malnutrizione, comportamenti alimentari errati, traumi, malattie psichiatriche, stress emotivo, interventi chirurgici, assunzione di farmaci quali tranquillanti o antidepressivi, intenso esercizio fisico.

In ogni caso ci si deve rivolgere al medico ginecologo che valuterà la situazione e consiglierà eventuali trattamenti farmacologici.

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