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Diarrea del viaggiatore

La diarrea del viaggiatore, il cui agente patogeno più frequente è l'Escherichia Coli Enterotossica, colpisce un'alta percentuale dei viaggiatori diretti in varie regioni del mondo (sembrano esserne esenti soltanto gli USA, il Canada, l'Australia e la Nuova Zelanda.

Si manifesta con la comparsa di numerose scariche diarroiche ed è spesso associata a febbre, nausea, vomito, crampi addominali e generale senso di malessere. Pur non rappresentando un vero e proprio rischio letale, tale patologia rimane comunque un evento molto fastidioso in grado di compromettere seriamente la finalità del viaggio.

Le abitudini alimentari di parecchi paesi destinazione di viaggi turistici (tutta l'Asia del sud, il Medio Oriente, il Sud America e l'Africa Centrale) rappresentano la principale causa di questo fastidioso disturbo.
Altri agenti patogeni responsabili possono essere le Salmonelle e le Shigelle che producono sempre diarrea ma contenente muco e sangue.

Spesso questo problema è provocato dai repentini sbalzi di temperatura tra il giorno e la sera.
La medicina cinese parla di "diarrea dei turni di guardia" di cui soffrivano i militari che montavano di guardia per 12 ore al giorno sulla Grande Muraglia e che quindi erano esposti ai cambiamenti di temperatura.

La prevenzione deve essere attuata tramite un'attenta selezione alimentare, dei cibi e soprattutto delle bevande. Alcuni accorgimenti:

  • Non consumare alimenti crudi; al limite utilizzare cruda la frutta che può essere sbucciata dal viaggiatore stesso.
  • I cibi, anche se cotti, dovranno essere consumati ancora caldi, dopo aver verificato che la cottura non sia solo parziale.
  • Bollire sempre il latte, specialmente se non pastorizzato; evitare i gelati.
  • Preferire bevande gassate in bottiglie chiuse ermeticamente.
  • Evitare il ghiaccio e le bevande sfuse con esso raffreddate.
  • Non acquistare bevande e alimenti da venditori ambulanti.

Se si viene comunque colpiti da tale disturbo sarà bene innanzitutto procedere ad un'abbondante reidratazione (particolarmente importante in età infantile) ed eventualmente (avendo concordato preventivamente la terapia con il proprio medico curante) utilizzare antibiotici ad ampio spettro selettivi a livello intestinale, sempre comunque in associazione a fermenti lattici.

Se in ogni caso si avrà un peggioramento dei sintomi con persistenza di febbre e comparsa di muco e sangue nelle feci, sarà comunque opportuna la consulenza di un medico locale unitamente ad un ulteriore consulto presso il proprio medico appena tornati al domicilio.

ATTENZIONE:  Prima di intraprendere qualsiasi terapia rivolgersi sempre al medico.

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